Kafka sulla spiaggia

kafka sulla spiaggiaCi sono libri che quando cominci a leggerli non riesci più a farne a meno. Ti prendono talmente tanto che, assorta nella lettura, finisci per spegnere momentaneamente la realtà che stai vivendo per immergerti completamente nella storia che ti scorre davanti, parola dopo parola, paragrafo dopo paragrafo, capitolo dopo capitolo. E quando finisci di leggerli e li riponi nella libreria un po’ ti mancano i suoi personaggi, e magari ti chiedi che cosa staranno facendo adesso.

E poi ci sono libri che fatichi parecchio a leggere, ci impieghi un tempo lunghissimo per portarli a termine, per giorni e giorni  li lasci lì a riposare sul comodino, senza avvertire l’esigenza di aprirli, come se avessi bisogno di un attimo di relax mentale e di ricaricarti, prima di ricominciare ad immergerti nella lettura. Ma il pensiero di abbandonarli non ti sfiora neppure, perché nonostante la fatica la storia ti appassiona e vuoi sapere come si evolverà e come andrà a finire.

Ebbene Kafka sulla spiaggia, romanzo di Haruki Murakami, per quello che riguarda la mia personalissima opinione, fa parte di questa seconda categoria. L’ho acquistato un po’ per caso, un pomeriggio in cui vagavo senza idee precise in libreria, pratica che amo molto e che solitamente mi porta a fare delle scelte un po’ di istinto, senza una regola precisa. L’ho visto lì, insieme ad altri romanzi di Murakami, e dopo avere letto qualche riga di presentazione sulla copertina, alla fine ho optato per Kafka sulla spiaggia.

La storia è veramente singolare e metaforica, di quelle che ti appassionano ma allo stesso tempo ti confondono, specie se come me siete abituati a storie più lineari, razionali e troppo normali! Protagonisti sono 2 personaggi che, a parte il vivere nello stesso quartiere di Tokyo, non hanno nulla in comune, non si conoscono neppure e vivono vite parallele. Da una parta abbiamo il giovane Tamura Kafka (nome di fantasia che il ragazzo si dà perché kafka in ceco vuol dire corvo), che il giorno del suo quindicesimo compleanno decide di fuggire di casa, da suo padre e da una profezia dai connotati edipici che dice “Ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre e tua sorella”. Dall’altra parte abbiamo il signor Nakata, uomo mite e poco intelligente, che da bambino, a causa di uno strano incidente, perde la memoria e dimentica persino di saper eleggere e scrivere. Da allora Nakata non ha più pensieri, la sua mente è libera, ma in compenso impara a parlare con i gatti.

Ad un certo punto, praticamente in contemporanea, questi due personaggi sentono il bisogno di allontanarsi dal luogo in cui hanno sempre vissuto e seguendo l’istinto arriveranno a Takamatsu, nel sud del Giappone, e precisamente in una piccola libreria. Nel loro cammino incroceranno altri personaggi ed altri destini, tra i quali spicca la signora Saeki, donna molto bella ed intelligente che da 30 anni vive nel passato, un passato molto bello ma molto doloroso. Anche lei, seguendo l’istinto, è arrivata nella stessa libreria. 

Che cosa accomuna questi 3 personaggi? Perché le loro storie così diverse si intrecciano? Ci sono tanti misteri, tanti quesiti, tante domande che a volte tengono viva la trama, altre volte la addormentano e la deviano su una dimensione surreale dai connotati onirici. Tanti quesiti che troveranno risposta alla fine, o forse no, dipende solo da noi dargli il significato che riteniamo più opportuno, un po’ come avviene per la vita.

Se mi è piaciuto? Posso solo rispondere che ho intenzione di leggere altri romanzi di Murakami.

 

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