Street photographers: l’incredibile storia di Vivian Mayer

vivian-maier-self-portraitC’è poco da fare, quella che stiamo vivendo è l’era della condivisione. Quando scattiamo una foto, che sia un semplice ricordo o il frutto di una accurata ricerca artistica, sentiamo il bisogno di condividerla utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione, come sito web, facebook, instagram, ecc…, nell’attesa spasmodica di ricevere il maggior numero di like possibile. Ed è forse proprio in virtù di questo attuale modo d’essere che la storia di Vivian Mayer mi è sembrata così incredibile.

Ho scoperto il suo nome per caso, leggendo una lista dei migliori street photographers di sempre, ed oltre a rimanere affascinata dai suoi lavori, sono rimasta quasi senza parole scoprendo che pur essendo nata nel 1926, pur avendo scattato foto per tutta la vita, è divenuta nota al mondo intero soltanto nel 2007, grazie alla tenacia di John Maloof. Ma andiamo con ordine.

Vivian Mayer

Vivian Mayer nasce a New York nel 1926 e deve la sua passione per la fotografia a Jeanne Bertrand, nota fotografa professionista di quel periodo, che accoglie lei e la madre dopo il divorzio. Le 3 donne trascorrono alcuni anni in Francia  e tornano a New York nel 1938. Vivian inizia a scattare con 2 piccole fotocamere a tracolla e solo nel 1951 può finalmente acquistare una professionale e costosa Rolleflex, grazie ai soldi ricavati dalla vendita di una proprietà lasciatale in eredità in Francia.

La sua è una passione vera, autentica, che si alimenta solo con il piacere di scattare e di raccontare il mondo che la circonda. Non pubblica i suoi lavori, non fa mostre, non diventa famosa: lei scatta solo per se stessa ed è proprio questo aspetto, che oggi sarebbe del tutto inconcepibile, che la sua vicenda diventa davvero singolare. Per mantenersi lavora come bambinaia ed intanto continua a scattare raccontando la vita quotidiana di New York e Chicago, le due città in cui vive, oltre alle foto scattate durante i suoi viaggi. Con il passare del tempo stampe, rullini e negativi cominciano a diventare sempre più ingombranti e Vivian è costretta ad affittare un box dove potere custodire il lavoro di un’intera vita. Purtroppo negli anni a  seguire, a causa di ristrettezze economiche, non potrà riscattare il box che rimane “congelato” assieme a tutto il suo contenuto fino all’arrivo di John Maloof.

Vivian Mayer

Il giovane acquista per poche centinaia di dollari l’intero contenuto del vecchio box di Vivian, con l’intento di fare una ricerca sulla città di Chicago. Rovistando tra vecchie cianfrusaglie scopre negativi e rullini non ancora sviluppati. Decide di sviluppare le foto e di pubblicarle su Flikcr, rendendole per la prima volta fruibili al mondo intero. Già, un social network, ovvero il modo più rapido per farsi conoscere. Se Vivian Mayer fosse vissuta ai  giorni nostri avrebbe utilizzato questo strumento oppure avrebbe continuato a scattare solo per se stessa? Questo purtroppo non lo sapremo mai, ma quello che sappiamo è che le sue foto su Flickr hanno avuto un successo straordinario tanto da indurre John ad andare alla ricerca dell’autore di quelle bellissime foto. E’ solo grazie a lui che oggi possiamo conoscere questa storia e possiamo apprezzare le foto di questa grande artista che  come tanti è morta povera e sconosciuta.

Per ammirare tutti i suoi lavori potete andare sul sito a lei dedicato http://www.vivianmaier.com/

 

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