Fotografare paesaggi: l’attrezzatura

Iniziamo quindi ad entrare nel vivo della fotografia paesaggistica parlando della parte tecnico/materiale: l’attrezzatura. Come per ogni aspetto della fotografia, anche per i paesaggi occorre avere l’attrezzatura adeguata, più specifica, con accessori mirati che ci possano aiutare ad ottenere il risultato migliore:

  1. Una reflex o mirrorless
  2. Obiettivo grandangolare
  3. Treppiede
  4. Telecomando
  5. Filtri vari

Qui vale lo stesso discorso che si può fare per qualunque altro genere fotografico: non voglio assolutamente dire che senza questa attrezzatura non è possibile ottenere delle belle foto, anzi vi dirò che a volte può bastare anche uno smartphone per ottenere dei risultati eccellenti. Tutto dipende sempre dal risultato finale che vogliamo ottenere. Tuttavia questo genere di attrezzatura ci aiuta ad ottenere tutti quei risultati che in una foto di paesaggio ci si può aspettare, ovvero nitidezza, ampio respiro, splendidi colori, ottimi contrasti e bellissimi effetti che in post produzione sarebbe impossibile ricreare.

Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio i vari punti.

 

FOTOCAMERA

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Di fotocamere in commercio ce ne sono davvero tante e spesso diventa complicato scegliere quella che fa al caso nostro. Sicuramente una delle caratteristiche principali che deve avere la nostra fotocamera è la possibilità di potere settare in manuale tutti i parametri, come ISO, apertura diaframma, tempo di scatto e messa a fuoco. Diffidate dalle impostazioni automatiche, meglio scegliere con cura ogni singolo parametro, magari sfruttando il display con il live view. Fondamentale è una buona gamma dinamica, in grado di recuperare alte luci oppure ombre troppo nette. Dovendo scegliere il top del top, sarebbe preferibile una full frame, che ci permette di utilizzare gli obiettivi alle rispettive focali (molto utile con le ottiche grandangolari) e che solitamente ha una migliore gamma dinamica. Tuttavia esistono parecchie APS-C da non sottovalutare, più o meno professionali, che adoperate con le ottiche giuste riescono a tirare fuori risultati eccellenti.
Vanno bene anche le mirrorless che oggi si possono paragonare tranquillamente alla resa delle reflex, ed alcune compatte più evolute (anche se in questo caso potrebbe essere penalizzata un po’ la tridimensionalità).

OBIETTIVI

Passiamo agli obiettivi. Qui il discorso si fa molto ampio perché tutto dipende dal nostro soggetto. Le ottiche grandangolari sono da preferirsi per le panoramiche. Perché? Semplice, perché coprono un angolo di visuale molto più ampio e ci permettono di inserire all’interno dell’inquadratura quello che riusciamo a vedere ad occhio nudo.  In questo semplice schemino vediamo a confronto la lunghezza focale ed il campo visivo. Minore è la lunghezza focale, maggiore è il campo visivo.

Angolo di ripresa obiettivi

Quindi se vogliamo includere nella nostra inquadratura una maggiore porzione di paesaggio, allora ci occorre un’ottica grandangolare. Diversamente, se il nostro soggetto è un particolare, allora abbiamo bisogno di lunghezze focali maggiori.

Tra i grandangoli occorre includere anche gli ultra-wide, quelli con un angolo di campo più estremo, che ci consentono di ampliare l’inquadratura ma allo stesso tempo producono la classica distorsione da grandangolo che in ritrattistica sarebbe quasi del tutto inutilizzabile, mentre nel paesaggio restituisce effetti spesso gradevoli.

TREPPIEDE

Treppiede + testa

Il treppiede è un altro elemento essenziale per la fotografia di paesaggi. La luce migliore per fotografare un paesaggio è in prossimità di alba e tramonto (anche se questa non è una legge scritta ed esistono molte belle foto fatte in pieno giorno). Inoltre, per avere tutto a fuoco, si adoperano aperture che vanno da F5.6 a F11. Questi 2 elementi fanno si che i tempi di scatto siano un po’ più lenti e quindi il treppiede ci da una grossa mano per ottenere foto nitide ed evitare mosso o micromosso.

La scelta del treppiede più adatto è molto soggettiva. Deve essere robusto e sorreggere in modo stabile e sicuro tutta la nostra attrezzatura. Allo stesso tempo bisogna anche considerare che più il treppiede è robusto, maggiore sarà il suo peso, e nelle uscite fotografiche in cui occorre camminare parecchio a piedi questo può rappresentare un problema. Esistono comunque diversi treppiedi che vantano un ottimo compromesso tra qualità e peso. Attualmente io utilizzo il Manfrotto BeFree ed il Cullman Nanomax 230T CB6.1

Al treppiede va affiancata una buona testa. Tra quelle più indicate ci sono quelle a sfera, molto rapide ma in alcune situazioni poco precise, e quelle a 3 comandi, molto precise ma poco rapide. A voi la scelta.

TELECOMANDO

Telecomando per reflex

Il telecomando è uno strumento molto utile ma non indispensabile. Quando scattiamo con la fotocamera montata sul treppiede, anche il movimento che facciamo nel premere il pulsante di scatto può generare un micromosso. Il telecomando ci consente di scattare senza premere il pulsante di scatto ed evitare qualunque problema. Diversamente può essere sostituito dall’autoscatto. Al contrario il telecomando diventa utilissimo per tutte quelle situazioni in cui ci occorre la posa B.

FILTRI FOTOGRAFICI

I filtri fotografici non sono strettamente necessari per fotografare ma possono dare una mano in diverse occasioni. Esistono diversi tipi di filtri, da quelli protettivi che si limitano a proteggere la lente, a quelli polarizzatori che ci aiutano a polarizzare la luce solare, a quelli che ci permettono di alzare i tempi di esposizione, ovvero i filtri ND. Per maggiori dettagli su questi tipi di filtri vi consiglio di leggere la mia guida su cosa sono e come usare i filtri ND.

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