Filtri fotografici ND: cosa sono e a cosa servono

Da quando mi sono avvicinata alla fotografia di paesaggio  ho scoperto l’esistenza dei filtri fotografici e dei loro molteplici utilizzi. Si tratta di accessori già in uso con la fotografia a pellicola, molto adatti proprio in ambito di fotografia paesaggistica, poiché consentono di ottenere alcuni effetti particolari davvero interessanti.

Che cosa sono i filtri ND?

Sebbene oggi l’avvento di Photoshop e di altri software di fotoritocco sia riuscito in qualche modo a sostituire l’utilizzo di alcuni filtri fotografici,  ne esistono alcuni che sono insostituibili: i  filtri ND (Neutral Density).

Si tratta di filtri di colore grigio, neutri, che non alterano la gamma cromatica ma agiscono solo sulla quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo. Per rendere meglio l’idea, provate ad immaginare di mettere degli occhiali da sole al vostro obiettivo! Grazie ai filtri ND  è possibile avere tempi di posa molto lunghi, anche in condizioni di luce ancora abbondante, senza dovere intervenire sui parametri di scatto. Vengono quindi adoperati in tutte quelle situazioni in cui sia necessario avere tempi lunghi.

Io li utilizzo soprattutto per fotografare l’acqua. Mi piace l’effetto setoso che restituisce un tempo di scatto lungo su un corso d’acqua (come un fiume o una cascata), o sul mare quando è agitato. Sono molto utili anche per avere effetti di nuvole mosse sul cielo. Alcuni fotografi li utilizzano con successo nella fotografia di monumenti. Infatti, grazie ai tempi di posa molto lunghi, la gente di passaggio non viene impressa sul sensore.

Alcuni esempi di utilizzo

Mare mosso con filtro ND400
Canon EOS 50D + Canon EF 17-40 + Filtro ND400 + Treppiede + Telecomando
8 secondi – ISO 100 – 17 mm

Questa foto per esempio è stata scattata a mezzogiorno. Anche se il cielo era piuttosto nuvoloso, la luce era forte ed il tempo di scatto si aggirava attorno ad 1/60. Il mare era piuttosto agitato ma come potete notare il tempo di esposizione di 8 secondi ha restituito questo particolare effetto setoso dell’acqua. Senza il filtro sarebbe stato impossibile ottenere questo tempo di scatto così lungo.

filtro nd400

Questo esempio rende ancora meglio l’idea. La foto è stata scattata in pieno giorno, alle 3 del pomeriggio, con il sole alle spalle e con un tempo di scatto attorno ad 1/100. Il mare era leggermente increspato e con il filtro sono riuscita ad arrivare a 2 secondi, tempo utile per avere un effetto vellutato ma ancora naturale.

Quali filtri scegliere?

Esistono filtri ND con varie gradazioni, ognuna delle quali consente di guadagnare un certo numero di stop.

E’ possibile scegliere tra i filtri a lastrina e quelli a vite.

filtri a lastrina

I filtri a lastrina hanno forma quadrata e vanno montati sulla lente frontale dell’obiettivo tramite un adattatore. Sono molto versatili poiché è possibile montarli su qualunque tipo di lente, senza distinzione di diametro. Sebbene il sistema sia piuttosto semplice da montare, in certe situazioni il loro utilizzo può risultare piuttosto scomodo e poco pratico.

I filtri a vite hanno forma circolare e vanno avvitati direttamente sulla lente frontale dell’obiettivo. Rispetto ai filtri a lastrina sono molto più pratici da utilizzare, ma meno versatili, poiché possono essere montati solo su obiettivi con lo stesso diametro.

Quelli che utilizzo io sono i filtri a vite della Hoya, una delle migliori marche, che ha i seguenti modelli:

  • ND2 – consente di guadagnare 1 stop, il tempo di posa viene moltiplicato per 2
  • ND4 – consente di guadagnare 2 stop, il tempo di posa viene moltiplicato per 4
  • ND8 – consente di guadagnare 3 stop, il tempo di posa viene moltiplicato per 8
  • ND400 – consente di guadagnare 9 stop, il tempo di posa viene moltiplicato per 400

Oltre alla Hoya esistono altre case produttrici di filtri, come B+W e Lee (per citare le migliori), ognuna delle quali ha i suoi filtri corrispondenti in termini di stop.

 

Il mio primo filtro è stato un ND8.  Molto utile soprattutto quando la luce ambiente comincia a scarseggiare (cielo nuvoloso o in prossimità di alba e tramonto), diventa invece ininfluente in pieno giorno o quando la luce è ancora abbondante, poiché i tempi di scatto risultano ancora piuttosto rapidi per ottenere determinati effetti.

Di recente ho preso  l’ND400, che trovo utilissimo anche in condizioni di luce più abbondante (l’ho utilizzato con successo alle 3 del pomeriggio di una giornata di sole).  Consente di abbattere notevolmente i tempi di scatto anche se non è semplicissimo da utilizzare. Infatti, essendo molto scuro, è praticamente impossibile regolare inquadratura e mesa a fuoco dal mirino. Le alternative sono 2:

  • regolare l’inquadratura e la messa a fuoco prima di montare il filtro. Tale operazione è piuttosto  farraginosa, specie se si intende fare più scatti;
  • utilizzare il live view e la mesa a fuoco in manuale. Opzione che io trovo utilissima.

 

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