I mercatini di Londra: Camden Town

Londra è sicuramente la capitale dello shopping, e lo dimostrano i tanti mercati  e mercatini che la circondano. Mi sono divertita tantissimo ad andare in giro tra bancarelle e piccoli stand, complice anche il bel tempo e le giornate assolate che hanno reso tutto molto colorato e pittoresco. Alla fine ho visitato 3 mercatini: non saprei dire quale tra questi sia il più bello, ma nel racconto che segue voglio farvi conoscere tutte le sensazioni piacevoli e positive che mi hanno regalato.

Comincio con l’ultimo che ho visto, quello di Camden Town, dove in realtà sono finita un po’ per caso. Era il nostro penultimo giorno a Londra, avevamo oramai girato tutto quello che bene o male ci eravamo prefissati di vedere e quella mattina girovagavamo un po’ così, senza meta. Era una splendida giornata di sole e sarebbe stato davvero uno spreco chiudersi da qualche parte. Dopo avere vagliato una serie di ipotesi abbiamo deciso di andare allo zoo. Infantile, lo so, se non altro perché volevo vedere il serpente del film di Harry Potter, ma appena scesa alla fermata della metrò sono stata affascinata dai colori e dalle forme delle facciate dei negozi di Camden Town e non ho saputo resistere. Come descrivervi quello che avevo attorno? Avete presente facciate tutte colorate, e aerei e scarpe e personaggi tridimensionali? No, non avete capito? Vabbé guardate questa foto. Vi rende l’idea?

Camden Town

Non riuscivo a credere ai miei occhi. Non è possibile che esista un posto del genere! E’ tutto così fantastico, così assolutamente privo di senso eppure così reale. Mi sentivo come un personaggio dei cartoni animati dentro un enorme parco di divertimenti. Se penso che tutto questo enorme spettacolo me lo stavo per perdere, non posso fare a meno di benedire la casualità.

Nella prima parte di questo mercatino ci sono moltissimi negozi e bancarelle di abbigliamento, dove tra l’altro è possibile fare delle contrattazioni di prezzo con i proprietari ed i commessi. Fa un po’ parte del gioco: loro gonfiano i prezzi perché sanno che siamo turisti e noi turisti contrattiamo sul prezzo perché sappiamo che vogliono guadagnare sulla nostra ingenuità. E’ qui che ho preso la mia bellissima maglietta “Keep calm and carry on London” che indosso sempre molto volentieri.

Ad un certo punto ci siamo ritrovati nella zona food, circondati da decine e decine di bancarelle che preparavano e vendevano cibo tipico di qualunque parte del mondo. Avevo praticamente la mascella cascante per lo stupore ed avrei assaggiato di tutto, dalle splendide e colorate cupcake  al cibo tipico di Messico, Malesia, Francia, Ghana, Giappone, Cina, Thailandia, Turchia, Perù e tutti i paesi del mondo che riuscite ad immaginare. Pensatene uno. Fatto? Ecco, lì c’era la bancarella che vendeva cibo tipico di quella zona. Poi siamo finiti davanti la bancarella del cibo cinese dove una donna ripeteva a memoria il suo menù in tutte le lingue del mondo. Potevamo scegliere la vaschetta da £ 4 o quella da £ 6 dove avremmo potuto mettere tutto quello che volevamo. Peccato che alla fine è stata lei a scegliere tutto il contenuto. Da qui ho dedotto che c’erano strani problemi di traduzione e comprensione della lingua!

Little Venice

Ma le sorprese non finiscono di certo qui. Infatti, dopo esserti smarrita nel fitto labirinto di bancarelle,  quando pensi di avere già visto tutto, quando stanca e con i piedi gonfi desideri solo sdraiarti e riposare, ti basta girare l’angolo e ti ritrovi a Little Venice. Questo meraviglioso canale che puoi attraversare in barca, oppure a piedi on in bicicletta, ti offre una prospettiva davvero originale della città, grazie ai riflessi dei palazzi sull’acqua, grazie a quel senso di immensità e grazie anche alla consapevolezza che qui tutto è possibile. E all’improvviso la stanchezza, rifocillata dalla curiosità, è solo un lontano ricordo, continui a camminare, alimentata dall’entusiasmo e dal desiderio di non volere più tornare a casa.

Ecco, questo è l’effetto che ti fa Londra!

2 Comments

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  2. Pingback: Cosa vedere a Londra in una settimana | Giusy Vaccaro

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