Che senso ha fare foto di scena?

Il 2013 è stato un anno fotograficamente molto ricco. Credo di non avere mai scattato così tanto, soprattutto se consideriamo che ho potuto dedicarmi molto al genere fotografico che prediligo: la foto di scena.

Molti sono i concerti a cui ho assistito ed ho avuto il privilegio di fotografare anche artisti di fama, come Daniele Silvestri, Max Gazzé, Enrico Rava, Paolo Jannacci e tanti altri. Tutti concerti che mi hanno regalato tante emozioni e quell’ ebrezza che si può provare solo stando sotto il palco, a stretto contatto con la musica ed i suoi artisti.

Nel 2013 mi sono cimentata anche nella foto di teatro. Un’esperienza per me del tutto nuova, molto particolare, che ha messo a dura prova la mia capacità di fare attenzione a tutti i particolari, ma capace anche essa di regalarmi forti emozioni.

Difficile eguagliare un anno così e non ci si può che augurare che tutto ciò si ripeta. Eppure da settimane c’è un dubbio che mi assale e che sta fortemente intaccando il mio entusiasmo: che senso ha fare foto di scena? Se guardo le mie foto e quelle fatte da altri partecipanti all’evento, difficilmente trovo differenze. Fatta eccezione per le foto scattate con un cellulare e per quelle sfuocate, mosse e con colori assurdi, tutte le altre sembrano uguali, a volte è davvero difficile fare distinzione, al punto che tutto quell’entusiasmo che ho provato durante lo scatto, tutta quella euforia di essere riuscita a catturare un’emozione unica ed irripetibile, svanisce di fronte alla consapevolezza che in quello che ho fatto non c’è assolutamente nulla di originale.

E allora perché continuare? Perché non faccio come tutti, ovvero vado ai concerti semplicemente per ascoltare la musica?

Però non voglio rinunciare. Forse semplicemente dovrei avere più coraggio, uscire dagli schemi, smetterla di essere così “precisina” e cercare di dare una chiave di lettura differente. Bisognerebbe lavorare più sull’inquadratura, sul taglio e soprattutto bisogna entrare nel cuore della musica, fare in modo che la foto suoni. Magari l’anno appena trascorso va visto come una palestra, un modo per cominciare a conoscere questo mondo e per mettere alla prova le mie capacità.

Si, ecco trovato il buon proposito per il 2014. Uscire dagli schemi.

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