Fotografare la parata del Pride: un’esperienza da fare almeno una volta nella vita

Gay PrideFotografare la parata del Gay Pride è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita perché offre un notevole numero di spunti di riflessione.

Dal punto di vista tecnico è una situazione che mette a dura prova anche il professionista più esperto e fa emergere le qualità del bravo fotografo di reportage, ovvero colpo d’occhio e prontezza di riflessi, oltre ad una buona dose di rapidità e di fattore c. Trovarsi in mezzo alla folla, doversi muovere tra un numero considerevole di persone, con situazioni in continuo movimento e gente che ti si piazza davanti proprio quando avevi trovato l’inquadratura perfetta o che ti spinge proprio mentre scattavi facendoti venire la foto mossa, non è proprio l’ambiente ideale per scattare, però le situazioni sono davvero molteplici e di soggetti interessanti ce ne sono un numero infinito.

Questa per me non è stata la prima volta. Nel 2013 ho fatto un reportage fotografico per alcuni giornali on line, e tra tutti gli scatti ho tirato fuori alcune foto che ho voluto includere in un progetto chiamato “Facce da Pride”.  Questa volta ho voluto partecipare e fotografare per me stessa, lasciandomi guidare solo dall’istinto, e trovare nuove facce da includere nel mio album. E credo di esserci riuscita.

Dal punto di vista più etico invece, di fronte ad un evento che sembra un carnevale senza inibizioni, dove tutti si lasciano andare senza vergogna alcuna, viene da chiedersi: ma perché la gente partecipa in massa alla parata?

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C’è chi sfila per mostrare con orgoglio quella che è la propria natura, senza imbarazzo, senza doversi nascondere, senza dovere fingere di essere ciò che non è.

C’è chi sfila  mettendosi in mostra e mettendo in mostra l’aspetto più goliardico e vistoso dell’essere gay, prendendosi anche un po’ in giro ma sempre con atteggiamento di divertimento.

C’è chi sfila per rivendicare i propri diritti di uguaglianza, per avere riconosciuto dalla legge il diritto alla famiglia e al matrimonio, per essere accettato dalla società, per non essere più bersaglio di scherzi e soprusi spesso violenti, per non essere più un emarginato.

C’è chi sfila per sostenere i diritti di tutti, per abbattere i muri della diversità ed essere tutti uguali, perché in fin dei conti siamo tutti esseri umani.

E c’è chi sfila solo per divertirsi, per fare baldoria, bere birra, dipingersi la faccia, ballare, cantare e saltare come se non ci fosse un domani.

Qualunque sia il motivo, ciò che conta è che si tratta sempre di una manifestazione pacifica, all’insegan del divertimento e senza barriere di nessun tipo. Quale altra manifestazione può vantare le stesse prerogative?

 

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