La nostra passione per la fotografia

Se quando questa mia passione per la fotografia è nata, parecchi anni fa, avessi dato ascolto a quel tizio che mi disse “Certo la fotografia è un hobby assai costoso”, forse oggi le cose sarebbero diverse.
A quel tempo, nei limiti delle mie possibilità economiche, possedevo una Yashica analogia automatica, con la quale riuscivo a fare tutto quello che mi serviva. Era una macchinetta niente male, dotata di zoom, flash incorporato ed autoscatto: la qualità delle immagini era imbattibile e la stampa su carta mi dava sempre delle soddisfazioni.
Hobby costoso? Si avevo speso ben 200 mila lire per acquistare la macchina fotografica e lo sviluppo e stampa incidevano non poco sulle mie precarie finanze, tuttavia si trattava di spese abbastanza gestibili. Niente di così catastrofico. Insomma, quelle parole tanto funeste mi sembravano solo un inutile allarmismo. Cosa poteva esserci di più?
Perdonatemi, mi faccio tenerezza da sola ripensando a quei tempi, ma ero inesperta, alle prime armi, totalmente ignara di tutto il mondo che sta dietro ad un mirino e totalmente ignara di quanto questo hobby avrebbe condizionato la mia vita.
La scoperta delle reflex mi ha aperto le porte (ma anche il portafoglio!) ad un universo fino a quel momento inesplorato, un universo fantastico, meraviglioso, infinito. Un tunnel dentro al quale il naufragar è dolce, ma una volta dentro è praticamente impossibile trovare la strada di uscita.

Inizi col guardarti intorno, sfogli tutte le riviste del settore, segui attentamente tutte le novità sul mercato, ti informi su prezzi e prestazioni, ma quando cominci a sbavare di fronte alle vetrine dei negozi specializzati allora capisci che è il momento di fare il grande passo e di acquistare la tua prima reflex.

Spendi un sacco di soldi (circa lo stipendio di un mese) per una fotocamera che soddisfa le tue esigenze (non è la fotocamera dei tuoi sogni, quella costa troppo, forse un giorno chissà…) e ti senti la persona più fortunata della terra. Cosa importa se è costata troppo? La desideravi ed ora è tua. La tratti con amorevole rispetto, quasi fosse una creatura vivente e già immagini le splendide avventure da vivere insieme. Poi però torni alla realtà e ti rendi conto che senza un buon obiettivo la tua reflex è del tutto sprecata

Metti da parte altri risparmi e spendi l’equivalente di un altro stipendio per un obiettivo, possibilmente stabilizzato, possibilmente serie L, possibilmente ad alte prestazioni. Ecco, ora ci siamo, ora si che cominciamo a ragionare.
Ma ancora una volta torni con i piedi per terra e  ti rendi conto di non avere praticamente nulla fra le mani, perché se vuoi fare delle macro ti serve un obiettivo adatto; se vuoi fare un ritratto di serve un obiettivo adatto; se vuoi fare paesaggi ti serve un obiettivo adatto; se vuoi fare reportage ti serve un obiettivo adatto; e via discorrendo.
Insomma, un obiettivo non basta affatto. Ma quanti altri stipendi ti deve costare questa passione? E agli accessori ci abbiamo pensato? Con tutta sta attrezzatura servirà uno zaino o una borsa adeguata. Ed il cavalletto? E la testa? Ed il telecomando? Ed il flash? Ed i filtri? Ed il kit pulizia?
Qui ci vogliono anni ed anni di stipendio, altro che!

E così, poco alla volta, ti fai qualche piccolo regalo, spendi i tuoi risparmi e tutto contento te ne vai in giro a fotografare. Ma tutte le volte sei costretto a fare i conti con la più spiacevole delle sensazioni: il rimorso. Oddio, tutti questi soldi per una cosa che non mi serve a niente. Dopotutto mica ci lavoro. È solo un passatempo. È solo un hobby. È solo un divertimento. Certo potrei pure farne a meno, mica sono cose indispensabili. E con i soldi risparmiati potrei comperare delle cose utili.
Scervellamenti, sensi di colpa, notti insonni, ripensamenti, paure, angosce; gli amici che ti guardano storto come se fossi un malato di mente; i tuoi vorrebbero cancellarti dallo stato di famiglia, temendo che tu possa dissipare tutto il patrimonio. Un disastro sotto ogni punto di vista.
Poi ti guardi intorno e scopri che in fin dei conti ognuno ha la sua passione ed ognuno spende denaro in qualcosa che non è indispensabile.
C’è chi ha la passione per le auto o le moto. Certo l’auto o la moto sono mezzi di trasporto, sono utili, a volte indispensabili. Ed allora perché non accontentarsi di una 600 anziché preferire una Ferrari?
C’è chi ha la passione per il gioco e spende un sacco di soldi in schedine, numeri, scommesse e videopoker. Certo c’è la speranza di vincere… ma appunto è una speranza.
C’è chi ha la passione degli abiti firmati e spende fior di quattrini per una borsa che al mercatino costerebbe 10 volte meno.
E c’è chi fuma (lo so, non è una passione e forse non dovrei neppure contemplarla, ma se penso a quanti soldi risparmio ogni anno non fumando, credo di potermi meritare ampiamente dei premi).

Insomma, a conti fatti, le scelte sono due: o rinunci ad avere passioni e metti il denaro da parte, oppure ti abbandoni alla passione che più prediligi e chi se ne frega.

Non si vive di solo pane. Senza le nostre passioni saremo delle persone incomplete. Senza le nostre passioni la vita sarebbe piatta, monotona, grigia, scialba. E senza le nostre passioni dove scaricheremo le tensioni che accumuliamo giorno dopo giorno?

Massì, chi se ne frega. È la nostra vita ed è per la salvaguardia della nostra sanità mentale che ci lasciamo andare in qualcosa spesso ingiustificato.

E se quando questa mia passione per la fotografia è nata, parecchi anni fa, avessi dato ascolto a quel tizio che mi disse “Certo la fotografia è un hobby assai costoso”, forse oggi le cose non sarebbero così diverse.

3 Comments

  1. Praticamente hai raccontato la storia della mia vita, (unica differenza non ho i sensi di colpa).
    Mentre leggevo pensavo… sono le stesse senzazioni che provo io, allora non sono l’ unico..
    devo farlo leggere anche a mia moglie, deve sapere che non sono “malato” .
    Grazie per avere condiviso la tua storia.
    Ciao

  2. Pingback: Obiettivo costoso: per me ne vale la pena?

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