La scoperta di Instagram

Se 2 settimane fa mi avessero chiesto una opinione su Instagram probabilmente non ne avrei parlato bene. Io, purista della fotografia, amante della perfezione assoluta, assolutamente incapace di accettare anche il più piccolo difetto, come avrei mai potuto avere un parere positivo per un applicazione che consente di fare foto con il cellulare (strumento pessimo per fotografare) e poi di modificarle con filtri preimpostati, trasformandole, abbruttendole, peggiorandole e rendendole un po’ vintage? Una cosa per me inconcepibile! per mesi e mesi ho guardato le foto di amici pubblicate su instagram storcendo il naso, inorridendo quasi, stupita di fronte ad un fenomeno di massa che banalizza il senso della fotografia.

Eppure si cambia. Cambiano le opinioni, cambiano le priorità, cambia la visione delle cose. Ultimamente sto cercando di uscire dal tunnel della perfezione: sono stanca della frustrazione perenne che provo di fronte alle mie foto; sono stanca della mia fissazione a cercare sempre e solo difetti che neutralizzano tutti i pregi; sono stanca di questa continua ricerca di una perfezione che non esiste e che anzi è solo deleteria. Bisogna dire basta a tutto ciò.

Ho cominciato a guardarmi intorno alla ricerca di una macchina fotografica, anche compatta, che mi potesse permettere di fare foto “imperfette” e di dare libero sfogo alla mia fantasia, per cercare di concentrarmi più sui contenuti che sulla forma. Ma poi ho capito che una macchina che fa foto imperfette ce lo già: il mio smartphone che ha tantissime qualità, ma le foto sono proprio il suo punto debole. Quindi perché non sfruttarlo?

Si però, va bene foto imperfette, ma proprio brutte no! Con tutta la mia buona volontà e la creatività, proprio non le sopporto le foto che sforna il mio smartphone. E poi all’improvviso un’altra illuminazione: Instagram! Se la foto è già così brutta, perché non abbruttirla di più e renderla magari piacevole all’occhio umano e alla mia tolleranza?

E così mi sono iscritta, ho il mio account (giusyvaccaro) e sto iniziando a divertirmi un po’. Quello che mi sta dando Instagram è un po’ di leggerezza, la capacità di non essere rigidi e troppo legati alla tecnica fotografica, ed ovviamente la possibilità di avere sempre con me uno strumento fotografico valido, ovvero lo smartphone.

Che cosa è Instagram?

Ma che cosa è Instagram? Per quei pochi che non lo sapessero, Instagram è un’app per Iphone ed Android, che permette di scattare ed elaborare le foto applicando dei filtri fotografici che restituiscono immagini molto simili a quelle delle Lomo. Si tratta di vari effetti molto vintage che trovano particolarmente riscontro ed apprezzamento tra gli utenti.

Ma instagram è anche social network, poiché permette di pubblicare le proprie foto, di condividerle con altri social, di avere un proprio profilo, di seguire altri utenti, di commentare e mettere apprezzamenti.

Il vero successo di instagram è proprio questo connubio vincente: da un lato la possibilità di creare, con uno strumento di uso quotidiano e sempre a portata di mano, come il cellulare, delle foto particolari ed artistiche con pochissimi e semplici gesti; dall’altro la possibilità di condividere il frutto dei nostri flussi creativi con tutti i nostri amici e non.

Come resistere alla tentazione di usarlo?

I Filtri

Attualmente esistono 20 filtri fotografici che si possono applicare alle nostre foto. Questi filtri tuttavia cambiano di tonalità, saturazione, intensità colore, ecc… a secondo dello strumento che si sta usando. I colori dei filtri infatti sono diversi se si usa Android o Iphone, ma in linea di massima sono gli stessi.

Ecco quelli atualmente in uso:

  • Normal – nessuna modifica alla fotografia.
  • X-Pro II – Effetto caldo e saturo, con enfasi sui toni gialli.
  • Earlybird – Stinto e sfocato, concentrato sui toni gialli e beige.
  • Lo-fi – Lievemente sfocato, con saturazione dei gialli e dei verdi.
  • Sutro – Effetto seppiato, con enfasi su rossi e gialli. L’intera immagine è scurita.
  • Toaster – Sovraesposizione, con un po’ di sfocatura.
  • Brannan – Toni bassi, focalizzato sui grigi ed i verdi.
  • Willow – Bianco e nero con un effetto di fusione.
  • Valencia – Contrasto elevato, lievemente grigio e bruno.
  • Inkwell – Filro bianco e nero ad alto contrasto.
  • Walden – Colore slavato, con una leggera dominante azzurra.
  • Hefe – Colore classico con dominanti oro e giallo.
  • Nashville – Tinta blu-magenta, con bordo. È uno dei filtri Instagram più usati.
  • 1977 – Dà una certa dominante rosea.
  • Kelvin – Fotografia rètro supersatura, con bordo sfilacciato. Ufficialmente chiamato “Lord Kelvin”
  • Amaro – Leggero contrasto, con focalizzazione sui toni pallidi.
  • Mayfair – Fornisce un caldo tono rosato ed una leggera vignettatura. È l’ultimo filtro fornito dalla più recente versione.
  • Rise – Dà una luce leggera e calda. Creato dalla fotografa Instagram Cole Rise
  • Hudson – Vignettato, con leggeri toni bluastri.
  • Sierra – Filtro caldo, che fornisce un tono vibrante e luminoso.

2 Comments

  1. Oltre che uscire dal tunnel della perfezione, forse devi cambiare anche modo di vedere e vivere la fotografia.
    Personalmente credo che non ci siano foto brutte o fatte male, forse tecnicamente e o di composizione errate o solo fatte di tutta fretta, del resto se usi lo smartphone è quello che vuoi.

    Poi la camera del cellulare, che al giorno d’oggi sono quasi paragonabili ad una compatta media, non sono così male se usate come reportage o street photo ,io lo uso pure troppo, sia per comodità ed anche perché non sempre posso portarmi la reflex appresso con 800gr.di obbiettivo più varie.
    Instagram ha un bacino d’utenza immenso e secondo me vale anche la pena saperlo sfruttare.
    L’ho uso dalla nascita quasi, prima per i filtri ed in privato, che puoi sempre settare.
    P. S.
    I vari filtri effetto lomo, cambiano a seconda del terminale, variano le intensità di colore e luce, non sò come mai.
    Bello il blog complimenti.

    1. Ti ringrazio, hai colto perfettamente il senso della mia scelta. Sto cambiando il mio modo di vedere la fotografia, cercando di portarla al livello di strumento di comunicazione delle proprie emozioni. Quantomeno delle mie. Poi ognuno si esprime a suo modo 🙂
      Grazie del passaggio e a presto.

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