Torno al mio primo amore, la sreet photography

xt101454“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Questa frase riassume in modo perfetto il mio rapporto con la street photography, il mio primo amore, il genere fotografico con cui ho cominciato diversi anni fa. Mi piaceva stare in mezzo alla gente e fotografare la strada, le persone, le azioni, i volti, insomma il mondo intorno a me, cercando di dare quello che era il mio personale punto di vista. Tornavo a casa con tanti scatti che a guardarli oggi sono pieni di difetti ed errori, però allora non solo non li notavo, ma ero soddisfatta del mio lavoro che mostravo con orgoglio a parenti ed amici. I quali commentavano con un “Bello” che forse era più per cortesia che per un reale valore dello scatto.

Poi però c’è stato il fatale incontro con la tecnica fotografica, un passo necessario se si vuole crescere ed andare avanti. La tecnica fotografica presuppone studio, regole, disciplina, tutti elementi che hanno alimentato in maniera spropositata la mia naturale predisposizione alla ricerca maniacale della perfezione. Quella perfezione che cozza parecchio con la street photography, dove invece coesistono migliaia di elementi di disturbo, ed è per tale ragione che ho cominciato a dedicarmi con sempre maggiore coinvolgimento a generi molto più statici e con elementi più prevedibili e gestibili.

Dopo averci sbattuto la testa un numero incredibile di volte e dopo avere studiato e studiato, le mie foto hanno cominciato ad essere tecnicamente più corrette e, secondo diversi canoni, anche più belle.  Di quella bellezza che finalmente ti fa ottenere tanti commenti entusiastici che non sono più di cortesia, ma di apprezzamento sincero, e che ti fanno capire che il tuo percorso ed il tuoi studi hanno dato i loro frutti.

Eppure questa ricerca continua della perfezione non soltanto mi fa guardare le foto sempre con occhio critico (del tipo che lo sguardo si posa su quell’unico impercettibile difetto che vedi solo tu e che ti fa detestare quello che fai), ma produce immagini che mi sembrano così vuote, così impersonali, così prive di emozioni. Non so, forse ha influito l’incontro con il mio ex insegnante di fotografia, o forse l’avere visto master of Photography, o forse è solo un percorso interiore che comunque affonda le radici già nei mesi passati e che col il passare del tempo si è fatto sempre più impellente. Fatto sta che ho sentito il bisogno di tornare a qualcosa di più semplice, di più immediato, meno ragionato e meno artefatto. Ho deciso di riavvicinarmi alla street photography e l’entusiasmo per la fotografia si è riacceso.

Questo significa in qualche modo ricominciare, anche se non d’accapo, perché comunque quello che ho imparato in questi anni non andrà di certo perduto. Non lo so cosa ne verrà fuori, ma l’entusiasmo è il vero motore di spinta senza il quale nulla è possibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.