Robert Capa in Italia. 1943-1944: le mie impressioni

Si è vero, oggi le foto le possiamo benissimo guardare sul web, comodamente seduti sulla poltrona di casa, in alta risoluzione sullo schermo HD; oppure su un libro stampate su carta patinata e con tanto di didascalia e copertina rigida. Però volete mettere l’emozione di guardare dal vivo una mostra fotografica di grande valore, camminare lungo i corridoi, ammirare le grandi stampe appese alle pareti e sentirsi quasi partecipi della scena? E se poi la mostra è di un certo Robert Capa, fate un po’ voi.

Chi è Robert Capa non sono certo io a dovervelo dire. Nasce in Ungheria nel 1913 da genitori ebrei e vive nel periodo nazista. Questo già dice molto della sua vita. Leggendo la sua biografia viene fuori il ritratto di un uomo temerario, che amava profondamente il suo lavoro, che ha messo a repentaglio la sua vita un numero infinito di volte e che è poi finito davvero per morire su un campo di battaglia. Lui amava dire: “Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino”. E se a dirlo è un fotoreporter di guerra, ecco che avrete il quadro completo della personalità di questo uomo.

La mostra a cui ho assistito si intitola “Robert Capa in Italia. 1943-1944” , e raccoglie gli scatti che il fotoreporter ungherese fece nel nostro bel paese durante la seconda guerra mondiale. Partì proprio dalla Sicilia, gettandosi con un paracadute assieme a dei soldati americani, e coni suoi scatti raccontò la guerra, attraverso i volti dei militari e della gente che accoglieva con gioia i liberatori americani, attraverso le case distrutte e gli scenari stravolti dalle battaglie.

La mostra, che è stata in giro per l’Italia, attualmente si trova a Troina, in provincia di Enna, dove vi resterà fino al 30 settembre. Vale la veramente la pena arrivare fin quassù, nonostante la strada sia davvero pessima, con tratti ceduti ed in rifacimento che ti costringono a camminare con una media di 30 km orari! Volendo fare facile ironia si potrebbe dire che abbiano cercato di mantenere intatta l’atmosfera del periodo bellico.

Le foto sono straordinarie, autentiche, profonde, significative. Emozionano per davvero, soprattutto quando pensi che questa è storia, la nostra storia. E per noi che oramai siamo abituati alla perfezione del digitale, alla possibilità di vedere lo scatto in anticipo con il live view, alla tecnologia che ci supporta in tutto e per tutto, pensare che queste foto siano state realizzate con la pellicola ed in quelle condizioni, fa davvero paura. in senso positivo ovviamente!

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