Reportage fotografico alle rovine di Poggioreale

Poggioreale

Premessa

Quando nel lontano 1642 la città di Poggioreale fu fondata dal marchese di Gibellina Francesco Morso, nessuno poteva immaginare che un giorno sarebbe diventata teatro di centinaia di visitatori, oltre che uno dei luoghi più amati dai fotoamatori siciliani. Dopotutto cosa ci può essere di così interessante in un piccolo centro, abitato per lo più da contadini e pastori? Eppure la natura, poco più di 300 anni dopo, è riuscita a trasformare questa città in una vera e propria attrattiva. E lo ha fatto nel modo peggiore, scatenando tutta la sua violenza, trasformando Poggioreale in una città fantasma.

La prima volta che l’ho visitata è stato nel 2007: un’esperienza forte. Per giorni non ho fatto altro che ripensare a quelle rovine, alle pareti sfondate, ai tetti bucati, alle macerie lungo le strade, alle persiane pendenti, e a tutte quelle che un tempo erano abitazioni e che oggi sono solo il ricordo di un triste passato. Il racconto di quella giornata è tutto qui, in questo articolo scritto qualche tempo dopo. E sebbene mi fossi sempre ripromessa di tornare, non ho mai avuto il coraggio di andare, per paura di quel senso di profanazione.

Qualche giorno fa invece mi sono armata di coraggio e sono andata. Questa volta ho cercato di mettere un po’ da parte le emozioni, anche se non è stato così semplice, perché volevo tirare fuori qualche scatto interessante.

Attrezzatura utilizzata

Le foto sono state scattate con una Canon EOS 50D e con una Canon EOS 5D Mark II. L’obiettivo utilizzato è stato un Canon EF 17-40 F4 L USM. Ma il vero protagonista della giornata è stato il treppiede, accessorio che solitamente odio dovermi portare dietro perché è un ingombro non di poco conto, ma che invece si è rivelato utilissimo sia per le foto degli esterni sia per quelle degli interni. Potere lavorare in post  produzione avvalendosi di scatti con più esposizioni è stato fondamentale per riuscire a recuperare tutte le zone di ogni fotogramma.

Post produzione

Per la post produzione ho utilizzato ACR Camera Raw + Photoshop.
Inoltre ho realizzato degli HDR utilizzando Photomatix Pro.

La mia ricerca fotografica

Difficile in questa location riuscire a fare qualcosa di originale, perché il numero di fotoamatori che ha realizzato reportage in questi luoghi è davvero infinito.  Abbondano le foto in bianco e nero, che un po’ rafforzano il tema del tempo che si è fermato e danno anche un certo pathos che non guasta mai; abbondano le foto in cui viene messa in risalto la distruzione, la rovina, i detriti, i resti; abbondano soprattutto le foto in cui si evidenzia la solitudine, il passato, la morte. Volevo fare qualcosa di diverso ma non sapevo esattamente cosa. Devo ammettere che la splendida ed inaspettata giornata di sole mi ha aperto nuovi scenari, mostrandomi un’aspetto diverso da quello che in qualche modo mi ero prefissata, ed ho voluto mettere in risalto i colori, la luce, il sole, il cielo azzurro e tutte quelle piccole cose che fossero da richiamo a quella vita che oggi non abita più in queste strade.
In poche parole ho fotografato Poggioreale come se fosse una città qualunque, una città vbiva e reale.

La biblioteca

Di tutti gli edifici “istituzionali” questo è indubbiamente il più irriconoscibile. Se non fosse per l’insegna posta davanti l’ingresso, potrebbe essere scambiato per qualunque cosa. Al suo interno non c’è più nulla, solo detriti e qualche murales alle pareti, come a volere prendere in giro la cultura e quello che rappresentava.

Poggioreale
Fotocamera: Canon EOS 50D
Obiettivo: Canon EF 17-40 F4 L USM
HDR con 5 esposizioni

La scuola

La scuola è indubbiamente uno degli edifici più interessanti da fotografare, perché conserva ancora tracce piuttosto visibili del suo passato. Tra le macerie si possono ancora leggere vecchi registri e quaderni con i compiti in classe che non lasciano indifferenti.

Difficile non immaginare quanti ragazzini hanno attraversato questi corridoi.

Poggioreale
Fotocamera: Canon EOS 5D Mark II
Obiettivo: Canon EF 17-40 F4 L USM
Hdr con 4 esposizioni

La caduta del regime

Anche se fondamentalmente non  ha alcuna attinenza con la caduta del regime fascista, questa foto in qualche modo sembra ricollegarsi a questo evento. La scritta è stata aggiunta in seguito da Giuseppe Tornatore, quando la città è divenuta location del film “L’uomo delle stelle”.

poggioreale
Fotocamera: Canon EOS 50D
Obiettivo: Canon EF 17-40 F4 L USM
Fusione manuale di 2 esposizioni

2 Comments

  1. Pingback: Viaggi ed escursioni fotografiche in Sicilia | Soulwoman Photo

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