Come gestire il rumore in fotografia


Gestire il rumore in fotografiaQuando ho iniziato a fotografare, molti anni fa, all’apice della mia inesperienza e delle mie scarsissime conoscenze, mi sono sentita dire spesso che nelle mie foto c’era rumore. Il concetto di rumore associato ad un’immagine mi sembrava un ossimoro ma solo dopo essermi documentata ho scoperto il significato di questo termine ed ho cominciato a combatterlo!

Per rumore fotografico si intende un disturbo nella qualità dell’immagine dovuto alla presenza di granulosità e di puntini con colori sbagliati rispetto al resto della foto.

Ai tempi della fotografia analogica il rumore era associato alla sensibilità della pellicola, misurata in ASA: più alto era il valore degli ASA e maggiore era la sensibilità della pellicola. Ma che cosa significa sensibilità della pellicola?

La sensibilità della pellicola viene anche definità velocità perché determina il tempo di posa per lo scatto. Una pellicola con un valore ASA basso è poco sensibile alla luce e quindi ha bisogno di un tempo di esposizione più lungo, specialmente in quelle situazioni di scarsa luminosità come le foto in notturna. Una pellicola con valore ASA più alto invece è molto più sensibile alla luce e quindi ha bisogno di tempi di posa più brevi. Maggiore è quindi il valore degli ASA maggiore è la sensibilità alla luce e maggiore è la possibilità di inserire elementi di disturbo nella nostra foto.

Con l’avvento del digitale le ASA sono state sostituite dalle ISO e le pellicole dal sensore, ma il concetto resta identico. Volendo fare comunque una panoramica più ampia e dettagliata possiamo dire che il rumore viene generato da diversi fattori:

  • Dimensioni del sensore. Un sensore grande (il pieno formato o full frame) è generalmente meno rumoroso di uno piccolo, come i sensori APS-C.
  • Dimensioni dei singoli pixel. A parità di dimensioni del sensore, più megapixel significa più dettaglio ma anche più rumore
  • Sensibilità ISO impiegata. Vale lo stesso discorso fatto prima per le ASA: maggiore è il valore delle ISO maggiore è la possibilità di rumore.
  • Forte compressione jpeg
  • Tempi di posa. Tempi lunghi (1-2 sec.) producono rumore cromatico
  • Temperatura del sensore
  • Processi produttivi e materiali impiegati

 

GESTIRE IL RUMORE IN FASE DI SCATTO

Da quanto si evince dalla tabella qui sopra, con l’ausilio di fotocamere full frame o fotocamere più evolute che hanno un buon controllo del rumore, non si dovrebbero correre molti rischi tuttavia non tutti possono permettersi di spendere certe cifre e quindi occorre utilizzare alcuni accorgimenti.

Sebbene molte fotocamere possano vantare la possibilità di una gamma ISO molto alta (alcune arrivano anche a 25.000!) non sempre i risultati sono apprezzabili. E’ pur vero che per ottenere un effetto più artistico alcuni fotografi inseriscono il rumore di propria volontà, ma nella maggior parte dei casi si cerca di ottenere un’immagine che sia il più pulita possibile.

La prima cosa da fare è ovviamente non alzare troppo le ISO. Ogni fotocamera ha i suoi limiti: alcune si comportano bene anche a 1600; altre fino ad 800; altre ancora danno problemi già a 400.
In condizione di luce ottimale si lavora tranquillamente a 100 o 200 ISO. Ma come comportarsi se le condizioni di luce cominciano a scarseggiare? Come fare per ottenere dei tempi di scatto gestibili? Qui ci possono venire incontro gli accessori.

Ottiche stabilizzate e/o luminose sono indubbiamente di grande aiuto. Lo stabilizzatore ci consente di scattare con tempi di sicurezza maggiori, riducendo al minimo il rischio di mosso. Con diaframmi più aperti riusciamo a far passare molta più luce e quindi i tempi di scatto si accorciano. Tuttavia come tutti ben sappiamo le ottiche stabilizzate e più luminose sono anche le più costose. La possibilità di scelta è molto ampia, è vero, ma prima di scegliere un’ottica è sempre bene fare tutte le valutazioni del caso.

Altro elemento che ci può essere di grande aiuto è il treppiede. Grazie ad esso possiamo impostare tempi di scatto anche molto lunghi ed evitare qualsiasi movimento prodotto dalle nostre mani. Esistono diversi treppiedi in commercio con prezzi anche molto abbordabili. L’unico inconveniente è dato quando a muoversi non siamo noi ma i nostri soggetti.

GESTIRE IL RUMORE IN POST PRODUZIONE

Se non abbiamo possibilità alcuna di impedire il rumore in fase di scatto, ci possono venire incontro diversi software che ci permettono di ridurre il rumore successivamente. Ovviamente non si possono fare miracoli e nella maggior parte dei casi questa operazione non è del tutto indolore (spesso si deve rinunciare al dettaglio), tuttavia è possibile riuscire ad ottenre risultati soddisfacenti ed apprezzabili.

Tra si software più famosi abbiamo:

  • Photoshop
  • Lightroom
  • Topaz Denoise
  • Nik Dfine
  • Noiseware
  • Noise Ninja
  • Neat Image

Nel prossimo tutorial spiegheremo come eliminare il rumore con l’ausilio di Photoshop.

5 Comments

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