Punta Raisi

montagna longa dalla spiaggia di Punta RaisiUn pomeriggio di domenica, fine inverno, la temperatura è gradevole, il cielo terso ed il mio Sigma 10-20, nuovo nuovo ed ancora in rodaggio, scalpita chiuso dentro la borsa fotografica, in attesa di potermi finalmente regalare quelle inquadrature particolari che fino ad oggi ho desiderato ma che non sono riuscita a realizzare.

Lo sento che mi chiama, mi dice “Dai, mettimi alla prova, fammi uscire allo scoperto”. Non ho saputo resistere al suo invitante richiamo e l’ho accontentato. Ho caricato la borsa con il minimo indispensabile (la reflex, il Sigma 10-20, i filtri che possono sempre tornare utili, schede di memoria, batterie ed ovviamente il treppiede) e sono partita. L’orario è giusto, manca poco più di un ora al tramonto, la luce è perfetta, non mi resta che scegliere la location.

In un primo momento avevo pensato al lungomare di Isola delle Femmine che sempre si presta a foto suggestive e solitamente è preda di fotoamatori a caccia di emozioni. Dopo qualche scatto però mi sono resa conto che non ne sarebbe uscito nulla di significativo. Ed il Sigma, prima così entusiasta e vivace, adesso se ne stava in silenzio, un po’ deluso, un po’ annoiato, un po’ a corto di idee. Occorreva un’altra location.

Con l’auto ci siamo spinti più avanti, fino a Punta Raisi, a pochi metri dall’aeroporto (gli aerei ci atterravano sopra la testa), e precisamente in una spiagetta molto carina dove diversi anni fa ero venuta a fare un bagno d’estate. Il Sigma ha ripreso a scalpitare, ci siamo lanciati un’occhiada di intesa e, dopo avere montato il treppiede, abbiamo iniziato a scattare.

La luce bassa del tramonto che poi si è trasformato in crepuscolo, mi ha permesso di evere tempi di scatto piuttosto alti, grazie ai quali ho potuto ottenere l’effetto dell’acqua a specchio. Devo ammettere che la situazione era ideale: a parte l’acqua trasparente e piatta bisogna dire che la spiaggia era semideserta, solo alcuni cani randagi incuriositi si avvicinavano cercando di capire che cosa stessi facendo mentre in lontananza, dalle roulottes parcheggiate siavvertivano i rumori di una cena in preparazione. Nonostante le foto soddisfacenti ho voluto osare di più: hdr! Volevo rendere più nette e più incisive le grosse pietre rivestite di alghe che affioravano dall’acqua simili a degli iceberg di roccia.

Anzichè i classici 3 scatti per l’hdr, ne ho voluti fare 5, per avere una gamma tonale molto più ampia. Poi Photomatix e Photoshop hanno fatto il resto.

Appena è calato il buio siamo andati via e mi è parso di sentire la voce del mio Sigma che mi diceva “Grazie”.

2 Comments

  1. Cara Giusy, che dire? La foto perfetta. Saluti da Biella, 40,5 gradi al sole. Tempo magnifico. Ciao e grazie per tutte le utili informazioni, anche l’idea pirandelliana di una foto al giorno con lo smartphone è da ammirare. Ciao

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