Una piacevole impresa mancata alla Rocca di Cefalù

Avrebbe potuto (e dovuto) essere l’impresa titanica di 6 amici che, un caldo pomeriggio di inizio giugno, sfidando gli acciacchi dell’età che inesorabilmente sta facendo il suo naturale corso, sarebbero dovuti arrivare in cima alla Rocca di Cefalù, un promontorio alto poche centinaia di metri al quale si accede attraverso una strada ovviamente tutta in salita. E pensare che fino a pochi giorni fa sapevo ben poco di questo luogo e ne sconoscevo le sue potenzialità. Le poche nozioni in merito  erano giunte alle mie orecchie attraverso i racconti di chi aveva già in passato affrontato l’impresa, raccontandola come una lunga, lenta ed inesorabile fatica! Ho persino scoperto che qui sono state girate diverse scene del film “Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio, film che per l’occasione ho rivisto con piacere qualche giorno fa.

Forti quindi delle poche conoscenze in merito ci siamo organizzati di conseguenza con il gruppo:

  • Innanzitutto scarpe comode ed abbigliamento sportivo, ideale per accogliere litri di sudore.
  • Bagaglio leggerissimo, con conseguente scelta di attrezzatura fotografica adeguata: ovvero la Canon 6D e tutto il suo armamentario è rimasta a casa, mentre la piccola Fuji con il suo 18-55 è finita nel piccolo zainetto che mi sono portata dietro. Niente grandangolo, sapevo già in partenza che me ne sarei pentita, però è stata una rinuncia necessaria.
  • Ed infine quella che ci sembrava la scelta più geniale, ovvero partenza nel pomeriggio in modo da evitare il caldo delle ore di punta.

Ma quella che doveva essere la nostra scelta vincente si è rivelata la causa principale del fallimento dell’impresa. Siamo arrivati sul posto alle 18,30, ma i cancelli sono stati chiusi alle 18,00. Che sfiga!
Eppure questa uscita è stata più che fallimentare e la ricorderò sempre come un piacevole momento trascorso in ottima compagnia. Ci siamo arrampicati fin dove abbiamo potuto, ammirando il paesaggio dall’alto con una prospettiva a me del tutto nuova.

Fuji X E1 + Fuji XF 18-55. Veduta dalla salita sulla Rocca. Non mi aspettavo una luce così favorevole ed uno scenario così interessante. Se lo avessi cercato non lo avrei mai trovato.

Non conoscevo questo aspetto di Cefalù, e devo dire che questo borgo mi piace sempre di più. Ho provato anche la piacevole ebrezza quasi adolescenziale di chi ogni tanto trasgredisce le regole e fa qualcosa di poco corretto, ovvero camminare su un tratto roccioso senza recinzione e con la montagna in pericolo di frana.  Che bello sentirsi  dei ragazzacci ogni tanto! Avere tutta la città sotto i piedi da un lato e perdere lo sguardo fino al mare non ha prezzo.

FujX E1 + Fuji XF 18-55. Appena uscita dal Duomo mi sono trovata di fronte questo scenario. Impossibile resistere.

E poi è stato piacevole passeggiare per le vie di Cefalù e potere fotografare con la luce giusta. Se avessi organizzato un’uscita fotografica programmando ogni dettaglio, come spesso faccio, in modo da essere sul posto al momento giusto, probabilmente non sarei riuscita a combinare niente e me ne sarei tornata a casa avvilita per avere fatto tanta strada ed avere trovato un cielo poco collaborativo. Invece quando le cose succedono così, senza preventivo, riescono sempre a regalarti gradevoli sorprese.

FujX E1 + Fuji XF 18-55. A Piazza Duomo, ad ora di cena, la gente comincia a sedersi ai tavoli, pronta a gustare le specialità del luogo.

A questo punto vi starete chiedendo: ma non hai rimpianto la Canon rimasta a casa nello zaino? Ebbene no, perché la piccola Fuji non solo non mi ha tradito, non solo ha mantenuto alti standard di qualità, ma mi ha permesso di camminare in libertà, senza quel fastidioso ed ingombrante peso addosso, senza la sensazione di sentirmi il collo piegato e la fotocamera conficcata nell’addome! Certo ho rimpianto l’assenza di un’ottica più grandangolare, questo si, perché alcune inquadrature non mi hanno soddisfatta del tutto, però se cercavo conferme sull’affidabilità del sistema Fuji le ho trovate.

Fuji X E1 + Fuji XF 18-55. Bastione di Capo Marchiafava. Funziona panoramica della fotocamera.

Ma la foto che mi è rimasta più impressa è quella che ho fatto al Bastione di Capo Marchiafava, luogo visto e rivisto un’infinità di volte, ma mai con questa luce. Non riuscendo a mettere tutto dentro l’inquadratura ho deciso di utilizzare la funzione panoramica della fotocamera. Ma non fidandomi al 100% dell’esito finale in jpg, ho voluto fare anche degli scatti in RAW, ripromettendomi di unirli in seguito con Photoshop. Ma non è stato necessario. Infatti il jpg, con piccolissimi accorgimenti in post produzione, mi ha soddisfatta non poco.

La serata si è conclusa con un’ottima pizza su una terrazza sul mare.

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